martedì 20 giugno 2017

Moda pop o popolana?



C’era una volta la moda pop.

La Francia aveva la sua visione, provocatoria e a tratti shock, la visione dell’enfant terrible Jean Paul Gaultier, sovvertitore, destrutturatore, folle couturier che ha fatto delle righe marinarette un simbolo, uno stile di vita.

La nostra Italia, la Milano della moda anni ’80, aveva Aramani, ma non era moda pop. Re Giorgio è sempre stato così classico nella sua innovazione. E così, per non essere da meno rispetto i francesi, anche Milano conobbe l’irriverenza della moda pop, la follia di Franco Moschino.

Olivia di Braccio di Ferro la sua musa. Franco Moschino, surreale, matto a tal punto da shockare tutti mandando le modelle in passerella a gattoni. Ah, che follia, che divertimento, che genialità. La moda milanese seria à la Armani, incontrava la moda pop di Moschino, un nome, una garanzia di eccentricità.

Purtroppo Franco non c’è più da anni, 24 per l’esatezza, e anche se al suo posto abbiamo avuto Rossella Jardini a portare avanti la sua eredità, con l’addio della signora alla maison, anche la moda pop si è persa.

La moda pop è morta, quella moda che era un viaggio in un mondo folle che pensiamo di conoscere ma che era un Paese delle Meraviglie tutto da scoprire. Moschinolandia, un mondo matto, un parco giochi assurdo e bellissimo.

Dall’America è arrivato Jeremy Scott, un altro folle, ma figlio di un’epoca diversa, figlio degli anni ’90. Da ragazzino freak del Missouri, Jeremy Scott è diventato alfiere della fashion freak, stilista di una moda che vede quel che c’è, che prende elementi del quotidiano, ma al contrario della moda pop, non li trasforma e non li stravolge, ma li lascia così come sono. Non è moda pop, è moda popolana.
Barbie e McDonald’s, al posto di Olivia le stampe di Spongebob e Looney Toons, c’è qualcosa che manca, non è più il fantastico mondo di Moschino, ciò che vedo…già lo conosco.


La moda popolana attira, e attira di brutto, è un mood di marketing che non tutti hanno, è un’evoluzione (o un’involuzione?) è qualcosa di nuovo a cui manca qualcosa, è la moda dei giorni nostri.

Anche la Francia ha perso la sua moda pop: Jean Pual Gaultier si è ritirato a vita couture, sfilando solo con la linea di Alta Moda, che non è poi così irriverente ormai. Bellissima e interessante come tutta la Haute Couture, sfarzo e cristalli, ma non è più Gaultier che fa inca**are il pubblico con la sfilata ispirata ai rabbini.

Ora in Francia va per la maggiore la moda popolana di Balenciaga, che ne ha viste di rivoluzioni rispetto al suo DNA originario, fra l’archistyle di Gesquiere e lo sportswear di Alexander Wang (durato come un gatto in autostrada, solo 2 anni), ora se la deve vedere con il mood sovietic-chic di Demna Gvasalia, perfetto negli anni ’80 berlinesi, e esempio lampante di moda popolana, dove la borsa di Ikea e quella di tela per la spesa, diventano must have di ogni fashion victim che si rispetti alla modica cifra di oltre 1200€.

l'uomo Balenciaga Fall Winter 2017 e la sua shopping bag in pelle

...non una dispersa qualsiasi, ma la donna Balenciaga Pre-Fall 2017


Adoro immensamente la moda popolana, ma preferivo i viaggi della moda pop.

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